La loro creatività, nostra responsabilità

Ho deciso di scrivere questo post osservando mia figlia di 11 anni oggi. Scuole finite e il solito, annoso, drammatico problema: cosa le faccio fare? Di oratori estivi, infatti, non ha voluto sentirne neppure parlare.

Detto questo il lavoro va avanti, per fortuna, e il lunedì ha presentato il conto con il primo appuntamento da un mio cliente. Dopo mille ripensamenti, mi decido. Chiedo di poter portare Rebecca con me e, visti i buoni rapporti e la maturità della piccola donna, non ci sono problemi neppure per lui, il cliente. Ah, dimenticavo si tratta di Arjowiggins Italia, divisione italiana del Gruppo cartario francese, Arjowiggins Creative Papers.

Un mondo di carte, colori, fantasie, scatole, fogli ed etichette quello che si è spalancato prepotente e fantasioso a Rebecca, condito con un omaggio fatto di fogli e di un blocco multicolor tutto, rigorosamente, realizzato con le preziose carte creative del Gruppo. Finito l’appuntamento mi sono messa a lavorare a casa di mia mamma, dopo tutto basta un computer e un modem e chi fa il nostro mestiere può davvero essere connesso sempre e ovunque. Sul fatto che possa essere positivo, ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, ma andiamo avanti.

Lei si siede lì, sfodera il suo prezioso tesoro – bottino di una giornata di lavoro con la mamma – e inizia a scrivere, leggere, toccare e scegliere i colori che le piacciono di più. Una banalità, ma forse non tanto, tenuto conto che viviamo in un’epoca in cui tutto è digitalizzato e la creatività di questi ragazzi è una nostra responsabilità. Amo la tecnologia, la uso, ne scrivo e ne ho fatto un lavoro, ma questo non significa eliminare tutto quello che porta la mente a creare, sperimentare e sognare.

L’ho osservata e ho scattato le foto dal mio smartphone (ovviamente), togliendo i suoni di scatto per non distrarla e lei è andata avanti così per ben 2 ore. Rebecca è un’utilizzatrice assidua di tecnologia, ha uno smartphone (io non volevo regalarglielo a Natale, ma le figlie femmine con i papà sanno come ottenere ciò che vogliono!), ha il mio vecchio Mac e usa il mio vecchio iPad (primo modello). Eppure, davanti alla carta si emoziona e davanti all’amministratore delegato mi sono sconvolta sentendole dire: “Mamma, mi fai vedere quella carta che cambia colore?”. E lui, l’AD, mi guarda e mi dice: “Sta parlando di Curious Cosmic, ne sa più di te!”. E, tra le risate di tutti, si è fatto largo il mio perosonalissimo moto di orgoglio.

La famosa carta che "cambia colore" (Curious Cosmic) è stata una delle cover di Digitalic

Grazie ad Arjowiggins Creative Papers che ogni giorno mi insegna ad apprezzare la materia più bella del mondo, la carta, e a trasmettere il concetto di bellezza a mia figlia e grazie a Digitalic che mi ha permesso di mettere insieme digitale, reale e creatività, insegnando – a lei e me – che non è necessario scegliere tra due mondi che possono convivere tra loro in modo tanto pieno e appagante.

www.arjowigginscreativepapers.com
www.digitalic.it